Anche perché, se la memoria non inganna, è esattamente il primo omosupereroe protagonista di un videogioco commerciale.Il suo esordio si intitola Supergay & the attack of his ex-girlfriends (‘Supergay e l’attacco delle sue ex-fidanzate’), è stato prodotto dal team spagnolo di Klicrainbow e ha la forma di un gioco per iPhone e iPad con una missione: raccontare la storia di Tom Palmer, giovane scienziato impegnato su rivoluzionari esperimenti sulla clonazione.
Ammesso sia possibile immaginare un videogioco più omosessuale di Kung Fu Master, pieno di personaggi chiaramente ispirati all’immaginario gay.Le meccaniche di gioco sono grezze, non c’è dubbio, e i livelli disponibili si completano in nemmeno un’ora, ma la grafica a cartoon e una trama scandita da sequenze animate di qualità danno un senso alla follia gay di Klicrainbow.
Mentre il mercato ufficiale del videogame, quello governato da Microsoft, Sony e Nintendo, si appiattisce sul politically correct, l’armata degli sviluppatori iOS continua a offrire spunti di interesse, sfiorando i temi della politica, del sociale o persino della sessualità.Se in passato chiunque avesse da raccontare un’idea in forma di gioco poteva farlo esclusivamente sul web, oggi l’iPhone sembra essere diventata la piattaforma d’eccellenza, in quanto garantisce una bassa soglia di accesso (chiunque, con poche competenze e poco denaro, può sviluppare un gioco iPhone), ma offre al contempo il miraggio di un guadagno economico.
E oggi, qualunque teenager del mondo dotato di melafonino può seguire in libertà il consiglio dei barcellonesi di Klicrainbow: ‘Vivi l’esperienza di Supergay!
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